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VallE d'Aosta Lavoro

#VDA lavora: Lavoro per tutti, le riflessioni degli ospiti

Sabato 30 aprile, alla vigilia del 1° maggio e della Festa del Lavoro, si è tenuto all'Albergo Etico Comtes de Challant di Fénis il quarto evento #VDAlavora dedicato all'inclusione lavorativa delle persone con disabilità "Lavoro per tutti - quando l'inclusione diventa valore".  Tanti gli spunti di riflessione emersi dagli ospiti, per cambiare prospettiva e iniziare una trasformazione culturale che possa portare a una società più inclusiva. 

banner vdalavora con sfondo arancio e foto di La Pina

Sabato 30 aprile, alla vigilia del 1° maggio e della Festa del Lavoro, si è tenuto all'Albergo Etico Comtes de Challant di Fénis il quarto evento #VDAlavora dedicato all'inclusione lavorativa delle persone con disabilità "Lavoro per tutti - quando l'inclusione diventa valore".  Tanti gli spunti di riflessione emersi dagli ospiti, per cambiare prospettiva e iniziare una trasformazione culturale che possa portare a una società più inclusiva. 
 
"Il lavoro è importante e lo è per tante ragioni: psicologicamente, socialmente, economicamente... Ha un ruolo importante nella vita perché dà modo alle persone di essere indipendenti, di essere inserite in una rete sociale, di avere a che fare con le responsabilità, con le gratificazioni... è una grande opportunità per mettere se stessi alla prova, incontrando gli altri e potendo accedere alle opportunità." introduce La Pina, moderatrice dell'incontro. 
Bisogna superare i concetti di "persone con disabilità" e "persone normodotate", afferma Paolo Calosso, Presidente della Cooperativa Mont-Fallère. Perché da essere normodotati si può passare alla disabilità... Basta un incidente o una malattia grave. E questo fa riflettere, perché il sentirsi esclusi è già oggi un problema che riguarda tutti.
Per un lavoro inclusivo, un ruolo importante è ricoperto dalle cooperative sociali di tipo B. Le aziende, gli imprenditori e i manager, però, ricoprono un ruolo altrettanto fondamentale. In questo senso, le cooperative devono parlare due linguaggi: quello aziendale e quello da educatore. Diventa dunque prioritario capire le fatiche organizzative interne aziendali, dedicando tempo e spazio all'ascolto, per progettare un inserimento efficace, dove la persona con disabilità che si trova ad entrare in un contesto estraneo è preparata. Cosi ci raccontano Federica Dalla Casa, presidentessa della Cooperativa Opera in Fiore di Milano, e Paolo Calosso. 
 
Cosa significa, però, cultura inclusiva? Lisanna Mancuso, amministratore unico di Share Energy, ritiene che si possa definire la parola Inclusione come "condivisione di talenti a una frequenza più alta" e per questo il compito del datore di lavoro è quello di creare sempre l'ambiente adatto affinché questi talenti possano essere manifesti. Vittorio Fossati, disability manager di Agos, racconta come, all'interno della sua realtà aziendale, per realizzare progetti di inclusione lavorativa, abbia dovuto costruire nuove posizioni e nuove mansioni: la chiave vincente è stato lavorare al fianco delle cooperative sociali di tipo B. Ovviamente, la strada da fare è però in salita. Ci sono ancora realtà aziendali che pensano che inserire una persona disabile vuol dire inserire una persona che lavora meno: questa è la prima barriera da abbattere, afferma Vittorio Fossati. 
 
Altra ospite, che dell'inserimento lavorativo di persone con disabilità ha costruito con la sua cooperativa un innovativo modello di business, è Raffaella Roveyaz. Dal 2020, gestisce il progetto dell'Albergo Etico a Fénis, formando ragazzi con disabilità nelle mansioni della ristorazione. Questo luogo e questo progetto hanno animato e spinto tutta la comunità verso un approccio più inclusivo, tanto che Laura Peraillon, Assessore comunale alla cultura di Fénis, ammette che l'amministrazione comunale ha un grande obiettivo: quello di costruire un comune etico.
Infine, sono state raccontate le esperienze di Giorgio e Mihaela, due lavoratori che, nonostante le difficoltà, si sono inseriti all'interno di un posto di lavoro nel migliore dei modi e con tanta volontà. Ed emerge dunque un concetto di dignità, che è l'anima di tutto ciò che si è detto durante il confronto sul tema: il lavoro da dignità per affrontare la vita. 
Roberto Grasso, presidente di Co.Di.Vdaconclude affermando che con la conoscenza si può annullare la paura, la paura del diverso e la paura di quello che non conosciamo, ed effettivamente creare una cultura della disabilità.

 

Al termine dell’incontro, in collaborazione con l’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti - Sezione di Aosta, è stato organizzato un Aperitivo al buio che ha consentito ai partecipanti di conoscere da vicino il mondo dei non vedenti, in un vero e proprio laboratorio esperienziale.

 

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